Antonio Ghislieri nasce a Bosco Marengo presso Alessandria nel Ducato di Milano, il 17 gennaio 1504 da famiglia poverissima.

Da Voghera, nel Convento Domenicano di Santa Maria della Pietà, a Vigevano fra Michele del Bosco brucia velocemente tutte le tappe. Nel 1528 viene ordinato sacerdote a Genova nel convento di Santa Maria di Castello, nel 1535 è priore del convento di Alba, nel 1549 è inquisitore a Como.

Per volere di Paolo IV nel 1555 diviene vescovo di Sutri e Nepi, nel 1557 cardinale a Santa Maria sopra Minerva a Roma e nel 1558 supremo inquisitore, poi per decisione di Pio IV, nel 1560 vescovo di Mondovì e infine nel 1566 Papa.

Pio V, 222¡ successore di Pietro e unico papa piemontese, è spesso ricordato per un evento, storicamente fondamentale, che accadde durante il suo pontificato: la Battaglia di Lepanto; ma, in realtà, il suo Pontificato fu tra i più fecondi del secolo.

Egli fu un papa fondamentale per la storia della chiesa e influì in maniera spesso decisiva sui potenti dell’epoca, sugli usi e costumi civili e religiosi.

Si impegnò moltissimo per veder messi in pratica i Decreti del Concilio di Trento appena conclusosi e per riformare al suo interno la Chiesa Cattolica.

Fece stampare il Catechismo Romano e unificò la liturgia attraverso la riforma del Breviario e del Messale; in tal modo, in tutte le chiese cristiane, il rito della santa messa sarebbe stato uguale e non modificato a seconda delle abitudini locali.


Amico e protettore dei semplici, passava tutte le mattine a dare udienza con chiunque volesse parlargli, combattè l’usura e cercò di reprimere il malcostume vigente in Roma all’epoca, soprattutto la prostituzione.

Vigilò sullo stile di vita dei sacerdoti, imponendo ai vescovi di vivere nella loro diocesi e non “ di girare come gentiluomini per Roma” bensì di andare a visitare ogni anima a loro affidata per conoscere tutti i fedeli, così come aveva fatto egli stesso quando era vescovo; debellò il commercio di beni sacri spirituali ed il nepotismo.

Ad una nipote che gli chiedeva un favore rispose: “i benefici non si danno alla carne e al sangue, ma alla virtù e al merito”

La rigida disciplina che impose alla Chiesa fu una norma costante per la sua stessa vita, anche nella scelta di estrema morigeratezza per quanto riguardava il cibo e il vestiario, addirittura utilizzò gli abiti del suo predecessore Pio IV per non commissionarne
altri nuovi.

Pochi mesi dopo la sua elezione avviò la realizzazione del Convento  della Chiesa di Santa Croce presso Bosco Marengo e ricordandosi fanciullo, amante dello studio ma senza mezzi, fondò a Pavia il Collegio Ghislieri che doveva ospitare ed aiutare 24 allievi poveri e meritevoli.

Ancora più strano può sembrare a noi oggi pensare che un simile uomo, così dedito alla cura delle anime e così generoso con gli umili, sia stato il capo supremo dell’Inquisizione e il vero promotore della battaglia di Lepanto.

Ma gli uomini, anche i santi, vanno visti attraverso la luce del loro tempo.

Pio V era il Papa ed era a capo di uno Stato in piena regola con tanto di esercito e confini territoriali, ma soprattutto era la guida responsabile di tutti i fedeli che andavano protetti e salvaguardati dai nemici, fossero questi l’eresia protestante o l’invasione musulmana.

Egli fu lo strenuo difensore della Chiesa Cattolica e quindi severissimo con
chiunque ne mettesse a rischio l'unità e il dogma,

Sia l’Inquisizione che la guerra erano mezzi necessari per difendere l’unità della Chiesa.

E anche se ... i pontefici sono guardati dalla mano di Dio e non dagli archibugi,  si trovò a gestire un momento assai difficile per l'Europa, minacciata dalle mira di conquista degli eserciti Turchi.

Pio V animato da un’incrollabile fede e fiducia nella vittoria cristiana, convinse i principali Stati europei ad unirsi nella Santa Alleanza che il 7 ottobre 1571 nel mare di Lepanto sconfisse la flotta nemica.

La notizia sarebbe giunta ufficialmente a Roma solo parecchi giorni dopo.
Si narra tuttavia che il Papa, proprio alle ore 12 di quel fatidico giorno, interrotto improvvisamente un incontro con alcuni cardinali, si sia accostato alla finestra guardando verso oriente e abbia detto: “ non occupiamoci più di affari, ma andiamo a ringraziare Dio, la flotta cristiana ha ottenuto vittoria” Ordinò, quindi, che le campane suonassero per ringraziare la Vergine Santissima della vittoria.

Da quel giorno, tutte le chiese cristiane del mondo, alle ore 12 in punto, ricordano quei fatti coi rintocchi dell'Angelus.

La pratica del Rosario, così cara ai domenicani, si diffuse rapidamente come preghiera di ringraziamento, tanto che il successore di Pio V, Gregorio XIII, decretò che il 7 ottobre non venisse ricordato come giorno di vittoria degli eserciti, ma fosse dedicato a Nostra Signora del Rosario perché... non furono le armi a darci la vittoria ma l'intercessione della Santissima Vergine Maria...

Pio V morì a Roma la sera del 1¡ maggio 1572 e il suo corpo fu sepolto a San Pietro, in Vaticano, poi traslato nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Beatificato da Clemente X nel 1672, fu proclamato Santo da Clemente XI il 22 maggio 1712.

La sua festa si celebra il 5 maggio.