Don Carlo
Opera in quattro atti di Giuseppe Verdi
Selezione dell’opera con solisti, scene, coro, costumi, orchestra e narratore
· Bosco Marengo, 26 giugno
Direttore d’orchestra Federico Santi
Regia, scene, costumi e narrazione Marina Mariotti
Orchestra Classica di Alessandria
Coro Mario Panatero di Alessandria e Casale Coro
Maestro del Coro Gianmarco Bosio
Personaggi e interpreti
Filippo II Enrico Guidotti
Don Carlo Maurizio Graziani
Marchese di Posa Paolo Servidei
Elisabetta di Valois Tiziana Ducati
Principessa Eboli Paola Pittaluga
Grande inquisitore Carlo Tallone
Araldo Marco Livorti
Il legame con Papa San Pio V
Il protagonista dell’opera, l’imperatore Filippo II di Spagna, fu uno dei protagonisti insieme a Venezia e agli Stati Pontifici della battaglia di Lepanto contro i Turchi del sultano Selim II, il 7 ottobre 1571.
Lo stretto rapporto intercorso tra Pio V e Filippo II è sottolineato dalla pala d’altare di Grazio Cossali, situata nella Cappella del Rosario nella Chiesa di Santa Croce, che rappresenta San Pio V insieme a Filippo II e al Doge Mocenigo, inginocchiati ai piedi della Santa Vergine in una raffigurazione che commemora appunto la vittoria della battaglia di Lepanto.
Il legame con la Spagna era per Pio V anche di tipo affettivo-politico perché Bosco Marengo, era a quell’epoca all’interno del Ducato di Milano, dominato dalla potenza spagnola.
Filippo II era il sovrano molto cattolico per eccellenza e, nel complesso, Pio V non ebbe quasi nulla da eccepire nei suoi confronti. La corrispondenza fra i due fu molto intensa e cordiale, riguardò fondamentalmente questioni politiche, in particolar modo legate alla lotta contro l’eresia protestante che dilagava in Europa.
In Spagna l’intervento del Papa contro l’eresia fu del tutto marginale, poichè a vegliare sull’ortodossia pensava l’Inquisizione spagnola che risparmiò al Paese (come pure avvenne in Italia) le guerre di religione, ma vessò il popolo con la celebrazione di decine di autodafè (uno di questi si svolge anche nel Don Carlo)
Le uniche preoccupazioni furono causate a San Pio V dai possedimenti spagnoli nelle Fiandre dove l’eresia faceva passi da gigante.
Tutta l’opera è pervasa dalla presenza della Santa Inquisizione che sovrasta e determina le azioni dei personaggi: lo stesso imperatore Filippo II conclude lo splendido duetto con l’ inquisitore nel II atto con le parole: “Dunque il trono piegar dovrà sempre all’altar?” Proprio a sottolineare lo stretto rapporto tra i due poteri.
L’opera, si svolge in Spagna nel 1560 e rappresenta perfettamente il clima storico culturale dell’Europa tridentina, dominata dall’autorità ecclesiastica e dalle guerre di religione.
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